3 . Lo Sporco

Esiste una ulteriore classificazione dello sporco:

a) SPORCO ORGANICO
Si può, a sua volta, suddividere nei seguenti tipi:
1. sporco a carattere prevalentemente lipidico: non solubile in acqua: grassi e oli vegetali e animali. È lo sporco che si può trovare nelle cucine o nell’industria alimentare in genere; è composto essenzialmente di unto e altri residui alimentari. In particolare si tratta di grassi e oli saponificabili che possono reagire e sciogliersi con soluzioni alcaline;
2. sporco a carattere prevalentemente glucidico: zuccheri e amidi. In genere sono solubili in acqua;                            3. sporco a carattere prevalentemente proteico: urina, vomito, sangue. È tipico dell’ambiente ospedaliero o di ambiente assimilabile;

 

4. sporco a base prevalentemente di grassi e di oli minerali, prevalentemente sintetici, provenienti dal petrolio: morchia, catrame. Si tratta in genere di sostanze non saponificabili e solubili soprattutto in solventi.

b) SPORCO INORGANICO
formato principalmente da carbonato di calcio: le incrostazioni calcare. È causato principalmente dalla durezza dell’acqua: i sali di magnesio, di calcio, e in talune situazioni anche di silice, in acqua calda (e nei sistemi di vapore) precipitano e danno luogo a incrostazioni biancastre, o giallastre se vi è presenza anche di sali di ferro. Il giallo così antipatico degli orinatoi ne è un esempio.

 

b) SPORCO URBANO
formato dai gas e dai vapori (fumi metallici, idrocarburi, composti d’azoto), non controllabili e molto dannosi, che si depositano su fabbricati e attrezzature e che reagiscono con le superfici intaccandole gravemente.

 

c) SPORCO DI ORIGINE MICROBICA formato da virus, batteri, funghi, protozoi e vermi.

 

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