1  Pavimenti e Rivestimenti

D) PVC

Il P.V.C. (o polivinil cloruro o cloruro di polivinile). È un derivato del petrolio al quale si aggiungono sostanze quali plastificanti, riempitivi inerti e pigmenti colorati. Si presenta in banda (rotolo) o, più frequentemente, in quadrotti con una gamma di aspetti illimitata. In base alla composizione, alla struttura, alle proprietà, che ne determinano la destinazione d’uso, possiamo distinguere quattro “famiglie” di pavimenti in P.V.C.

D.1 - OMOGENEI
Si tratta di pavimenti con struttura omogenea e flessibile. Sono commercializzati in teli e piastrelle di diversi spessori, con un’ampia disponibilità di colori. Per la loro versatilità, malleabilità e facilità di posa, sono particolarmente adatti per ospedali, case di cura, eccetera. Hanno una bassa carica inerte. Ne esistono di diversi tipi: - Standard: di spessore da 3 a 5 mm circa, destinato al traffico pedonale pesante, è resistentissimo all’usura e all’urto, ma ha scarsissima resistenza all’assorbimento dello sporco. - Similpietra: versione molto pregiata di P.V.C., che nel colore e nell’aspetto, imita travertino, marmo, ardesia, eccetera. Il trattamento, anche se presenta qualche difficoltà, è alla portata di chiunque sia adeguatamente preparato ed equipaggiato.

 

- Antielettrostatico, (o antistatico): nella massa viene inserito un certo contenuto di materiale ad alto valore di conducibilità per consentire di “scaricare a terra” le correnti che potrebbero nuocere in ambienti come sale operatorie o centri meccanografici. Di norma vengono utilizzati pannelli con morsetti metallici collegati a una “messa a terra” vera e propria, che facilitano lo scarico dell’elettricità.

D.2 - ETEROGENEI
Sono pavimenti composti da strati di natura diversa. Generalmente lo strato di usura è in P.V.C. supportato da schiuma in P.V.C. o altro materiale inerte. Sono particolarmente adatti per usi residenziali e specifici, quali palestre, asili, eccetera. Sono molto compatti e resistenti all’urto, ma non presentano resistenza al taglio e al graffio profondo. Quando il traffico consuma il film di superficie, emerge la carica sottostante, il rivestimento perde ogni valore estetico ed è da sostituire. Il P.V.C. eterogeneo si presenta sia in versione liscia che rugosa e si distingue in:
- Sottilissimo: si tratta di un eterogeneo nato come rivestimento del piano dei tavoli o di armadi, poi “finito” sul pavimento in virtù del suo basso costo.
- Standard: di spessore medio, è il più applicato nel campo delle grandi superfici.

 

- Antistatico: per impiego in ambienti particolarmente esposti alla formazione delle cariche elettrostatiche.
- Isolante fonico: si tratta di fogli di spessore più elevato realizzati per l’assorbimento di rumori; è usato anche per parete.
- Base di tessuto: in questo caso la massa è data dal feltro. Serve per l’isolamento termico.

D.3 - P.V.C. ANTISTATICI
Si tratta di pavimenti che, quando soggetti a calpestio, hanno proprietà di ridurre l’accumulo di cariche elettrostatiche. Sono normalmente collegati mediante conduttori a massa. L’impiego di questi pavimenti in sale operatorie, centri elaborazione dati o dove ci siano macchine elettroniche e pericoli di incendi, è regolamentato dalla norma C.E.I. 64/4.

D.4 - P.V.C. NO WAX
È un particolare genere di P.V.C. ad alto grado di purezza, realizzato con l’obbiettivo di evitare la protezione. Tuttavia, l’usura del traffico è sempre tale che la superficie prima o poi ne risente e diventa comunque necessaria l’inceratura.

TRATTAMENTO: per permettere la durata nel tempo e una facile pulizia, i P.V.C. vanno protetti con emulsioni polimeriche e/o poliuretaniche.
AVVERTENZE
: qualora sia presente un substrato di paraffina, effettuare un lavaggio con detersolvente prima di incerare.