1  Pavimenti e Rivestimenti

C) IMPASTI

C1 - CEMENTO GREZZO
È realizzato con cemento Portland, sabbia e pietrisco di cava. La superficie può essere resa più o meno porosa con differenti tipi di calandratura. È duro e mediamente resistente all’abrasione, polveroso se non viene trattato ulteriormente con appositi prodotti.
TRATTAMENTO: si usano impregnanti a base solvente o resine in base acquosa o, in casi particolari, inceratura.
AVVERTENZE: alcuni tipi molto compatti presentano difficoltà di ancoraggio dei films protettivi e necessitano di un preventivo accurato lavaggio acido.

C2 - CEMENTO AL QUARZO
Al cemento grezzo possono essere aggiunte sostanze indurenti, quali il carborundum, oppure “polvere” di quarzo, di basalto, di granito, eccetera, allo scopo di aumentare il grado di resistenza all’abrasione. L’applicazione di queste sostanze viene eseguita in un secondo momento per mezzo di apposite macchine. Può essere colorato (con l’aggiunta di ossidi). Normalmente è rosso, oppure grigio–verde. Questo tipo di pavimentazione è facilmente riconoscibile dai giunti metallici di dilatazione che si intersecano.
TRATTAMENTO: si usano impregnanti a base solvente o resine in base acquosa o, in casi particolari, inceratura.
AVVERTENZE: alcuni tipi molto compatti presentano difficoltà di ancoraggio dei films protettivi e necessitano di un preventivo accurato lavaggio acido.

C3 - RESINA SPATOLATA
È un impasto di materie plastiche e di carica inerte che viene versato direttamente sul pavimento, con una gettata unica, e quindi spatolato e calandrato. Le materie utilizzate possono essere varie, a seconda dei casi, e formare dei films continui con caratteristiche e colorazioni diverse. È una pavimentazione che trova utilizzo sulle navi o in ambienti dove non si vogliono giunte o scanalature o saldature sul pavimento.
TRATTAMENTO: nessuno in particolare.
AVVERTENZE: nessuno in particolare.

 

C4 - COTTO
È probabilmente il più antico manufatto di trasformazione naturale nella storia dell’uomo. Si tratta di un impasto di argilla, o altre terre, e acqua fatto seccare al sole o cotto in apposito forno, dopo avergli dato la forma desiderata. Per quanto concerne il pavimento, il più antico esempio di cotto è il mattone pieno, utilizzato anche per le opere murarie. Successivamente, la tipica forma del mattone si è trasformata in piastra quadrata o rettangolare. Ha una porosità molto accentuata, per cui assorbe molto sporco e si macchia facilmente in maniera quasi irrecuperabile. Può trovarsi allo stato grezzo o levigato. Alcuni tipi di cotto vengono proposti con un indurente superficiale che dovrebbe sostituire la levigatura. I cotti si distinguono a seconda della compattezza (porosità) e della provenienza. Quelli compatti presentano maggiori capacità di assorbimento dell’umidità ed è su questi che si sviluppano maggiori problemi di efflorescenza.

TRATTAMENTO: la molteplicità dei tipi di cotto richiede vari tipi di trattamenti specifici. IDROFOBIZZAZIONE, nel caso di persistenti risalite d’acqua Protezione, con emulsioni in base acquosa o cere in base solvente.
AVVERTENZE: un problema comune ai cotti di recente posa è l’insorgere delle efflorescenze che vanno eliminate con adeguati prodotti acidi.

C5 - GRÈS
È la versione industriale del cotto. Realizzato con argilla, sabbia fine e altri materiali indurenti, viene compresso fortemente per una maggiore compattezza e successivamente cotto a oltre 900° C. Assorbe molto meno del cotto tradizionale ed è molto più resistente al traffico pesante. Può diventare scivoloso quando è bagnato. Per ovviare a questo inconveniente, si produce anche nel tipo “zigrinato”, a “buccia d’arancia”, a “scanalature”.

C6 - GRES MICROPOROSO
È un grès largamente impiegato su grandi superfici (supermercati, aeroporti, centri commerciali, eccetera), perché molto resistente al traffico e a lavaggi frequenti. Ha la caratteristica di trattenere lo sporco secco.

C7 - KLINKER
È il termine tedesco per grès. Nella terminologia corrente si denomina klinker un grès più compatto e più resistente. Possiede una maggiore resistenza meccanica.
TRATTAMENTO : data la loro struttura compatta, i grès presentano difficoltà di ancoraggio dei films protettivi.
AVVERTENZE: nessuna in particolare.

 

C8 - CERAMICA
È un impasto di argille speciali, caolino e altri materiali complementari (quarzi, feldspati). La cottura dell’impasto avviene in forni ad alta temperatura, dai 900° ai 1700° C. A seconda del tipo di cottura a cui viene sottoposto l’impasto, si ottengono ceramiche “monocottura” o “biscotto”.

Ceramica tipo “monocottura” È un impasto di terra, acqua e additivi particolari destinato più alla pavimentazione semi - industriale che ad altri usi. Viene cotto in un’unica soluzione, ottenendo un materiale omogeneo, a cui viene data la forma di piastrelle, di forma solitamente rettangolare o quadrata, che, per il loro aspetto serico, sono dette semivetrificate. La parte retrostante delle piastrelle usualmente è bruno scuro. La superficie a vista, semivetrificata, consente l’adesione di protezioni tese a renderne più brillante l’aspetto. Il monocotto è generalmente monocromo (di un solo colore) e gli eventuali disegni sono di solito ottenuti a stampo con differenziazione di cottura.

Ceramica tipo “biscotto” La cottura di questo impasto avviene in due fasi. Nella prima, si ottiene il “biscotto”, su cui si applica una miscela di materiali (silicati e coloranti); nella seconda fase, l’impasto viene ripassato al forno, ottenendo la vetrificazione, che non ha grande resistenza al traffico e che crea molti problemi nelle operazioni di pulizia. Da questa lavorazione si ottiene la tradizionale piastrella, molto lucida e quindi compatta, variamente colorata e disegnata. La sua destinazione “naturale” è il rivestimento di pareti, ma, specie in ambito domestico, si trova anche installata sul pavimento. Sopporta male l’usura e il traffico. Una volta consumata la vetrificazione di superficie, è praticamente inservibile. Non essendo porosa, rifiuta qualsiasi tipo di protezione. Il nome “biscotto” trae origine dalla doppia cottura. Si distingue dal colore nocciola chiaro della parte retrostante. Va fatto presente che l’utilizzo di materie prime sintetiche ha reso possibile arricchirne l’aspetto con colori e disegni impensabili in passato. Per contro l’ha resa, in taluni casi, sensibile agli acidi che possono asportarne il colore specialmente nelle graduazioni più accentuate.
TRATTAMENTO: nessuno
AVVERTENZE: prima di ogni lavaggio, effettuare una prova di resistenza al detergente, poiché esistono alcuni tipi di ceramica, usati soprattutto per i rivestimenti verticali, che sono particolarmente delicati.

Indietro

Indice

Chiudi